In questa immagine è presente un arto meccanico che "tiene al guinzaglio" un uomo. Può ben riassumere il concetto che Gunther Anders delinea all'interno del suo libro L'uomo è antiquato (1956), secondo cui, se prima della tecnologia gli oggetti erano protesi dell'uomo, ora è l'uomo a diventare protesi della macchina. In questo modo l'uomo rischia di perdere la capacità di "farsi da sè", ovvero di autodeterminarsi.
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venerdì 14 giugno 2019
Sartre, L'esistenzialismo è un umanismo
«L’uomo è, dapprima, un progetto che vive sé stesso
soggettivamente, invece di essere muschio, putridume o cavolfiore; niente
esiste prima di questo progetto; niente esiste nel cielo intelligibile; l’uomo
sarà anzitutto quello che avrà progettato di essere».
(J.P. Sartre, L’esistenzialismo è un umanismo, Armando Editore, 2006, p.47)
Con queste parole il filosofo
francese afferma che la dignità umana deriva dal fatto che l’uomo non è predeterminato, ovvero non esiste un’idea di
uomo primitiva che caratterizza ed accomuna l’intero genere umano, ma egli si
definisce nel corso della propria vita. L’uomo all’inizio non è niente, si
trova, “sorge” nel mondo e si definisce dopo, ma non in astratto bensì attraverso le proprie azioni e
le proprie scelte.
Questo è il fulcro del pensiero sartriano: la scelta. L’uomo è sempre costretto a scegliere perché anche
il fatto di astenersi diventa esso stesso una scelta. È l’uomo a stabilire che cosa essere, che cosa
diventare. Attraverso le sue scelte il
vile si fa vile e l’eroe si fa eroe; c’è sempre la possibilità di cambiare la
propria situazione.
«L’uomo è condannato ad essere
libero». (J.P. Sartre, L’esistenzialismo è un umanismo, p.54)
In questa visione la libertà è assoluta, a tal punto che l’uomo, come sostiene Sartre
stesso, è “forzato” ad essere libero. Il peso della libertà è tale che viene
quasi concepito come una condanna dal momento che vengono aboliti tutti i possibili modelli di riferimento. Poiché non
ci sono più valori che possano legittimare una certa condotta né
giustificazioni o scuse, l’uomo è solo,
pienamente responsabile di quanto sceglie.
«Quando
diciamo che l’uomo è responsabile
di se stesso, non intendiamo che l’uomo sia responsabile della sua stretta individualità,
ma che egli è responsabile di tutti
gli uomini». (J.P. Sartre, L’esistenzialismo
è un umanismo, p.48)
Per di più colui che sceglie, non
assume un impegno solo per sé, ma diventa un legislatore per tutta l’umanità in
quanto ogni decisione ha una ricaduta sugli altri. Infatti in ogni progetto,
per quanto individuale esso sia, vi è un’universalità poiché scegliendo ognuno contribuisce a costruire il
concetto universale di uomo. L’uomo decide di ciò che lui stesso e di
ciò che sono gli altri.
«Tu
sei libero, scegli, cioè inventa». (J.P. Sartre, L’esistenzialismo è un umanismo, p.59)
Infine, in questo risiede la dignità: nell'evitare quello che Sartre stesso definisce "mala fede", vale a dire il comportamento di colui che si rifugia dietro scuse, illusioni, un presunto determinismo. Infatti, l'atteggiamento di buona fede, e quindi dignitoso, risiede nella stretta coerenza delle proprie decisioni e dei propri atti. Già Pico della Mirandola aveva accostato il concetto di dignità con l'esercizio della libertà. Sartre, sulla scia di ciò, individua la dignità quale frutto coerente dell'agire umano, della possibilità di inventare e creare se stessi.
Infine, in questo risiede la dignità: nell'evitare quello che Sartre stesso definisce "mala fede", vale a dire il comportamento di colui che si rifugia dietro scuse, illusioni, un presunto determinismo. Infatti, l'atteggiamento di buona fede, e quindi dignitoso, risiede nella stretta coerenza delle proprie decisioni e dei propri atti. Già Pico della Mirandola aveva accostato il concetto di dignità con l'esercizio della libertà. Sartre, sulla scia di ciò, individua la dignità quale frutto coerente dell'agire umano, della possibilità di inventare e creare se stessi.
venerdì 7 giugno 2019
Pico della Mirandola, Oratio de hominis dignitate
Pico della Mirandola, scrittore rinascimentale, autore dell’Oratio de hominis dignitate. Egli mette l’uomo in relazione alle creature a
lui superiori e a lui inferiori, nel senso che l’uomo è «familiare a quelle
superiori» e «sovrano di quelle inferiori». L’uomo, perciò, è un essere che si
pone a metà tra la bestia e dio. Egli,
quindi, quale opera della creazione e caratterizzato da una natura indefinita,
è capace di scegliere fra il bene e
il male, di degenerare fra le cose inferiori oppure di elevarsi alle cose
divine.
In sostanza, Pico della Mirandola
afferma che l’uomo non ha natura
definita perché non gli è necessaria, in quanto dotato di ragione e di libertà. Dunque, è capace di conoscere il
bene per irradiazione e partecipazione, ma può anche, per la sua libertà, scegliere di non farsi guidare dalla ragione
nella scelta delle azioni da compiere. Tuttavia solo l’uomo che segue il suo
intelletto e la sua ragione nell’attività pratica, nella vita esistenziale,
eccelle per dignità. L’Oratio,
dunque, appare come un’esortazione per l’uomo a operare facendosi guidare
dall’intelletto e dalla ragione di cui è dotato per sua natura.
giovedì 6 giugno 2019
Mappa concettuale: rispetto <--> scelta <--> libertà
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RISPETTO <-->
SCELTA <--> LIBERTÀ
Dalle considerazioni di Sartre, è possibile evidenziare uno
stretto dualismo tra i concetti di scelta e rispetto, infatti le scelte di un
individuo devono basarsi sul rispetto degli altri per assicurarsi la propria
libertà.
In questo modo la scelta potrà essere totalmente libera, poiché non sarà vincolata da nessuna restrizione, ma allo stesso tempo la libertà della scelta dell’uomo si rivela anche un pesante fardello da trasportare. Infatti per Sartre non è possibile avvalorare le proprie scelte con nessun valore assoluto di nessuna natura e quindi l’uomo è l’unico responsabile delle proprie scelte, che egli ha preso liberamente.
In questo modo la scelta potrà essere totalmente libera, poiché non sarà vincolata da nessuna restrizione, ma allo stesso tempo la libertà della scelta dell’uomo si rivela anche un pesante fardello da trasportare. Infatti per Sartre non è possibile avvalorare le proprie scelte con nessun valore assoluto di nessuna natura e quindi l’uomo è l’unico responsabile delle proprie scelte, che egli ha preso liberamente.
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Mappa concettuale: libertà <--> rispetto <--> dignità
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LIBERTÀ <-->
RISPETTO <--> DIGNITÀ
Questi tre concetti sono strettamente legati tra loro nell’opera di
Sartre poiché la libertà di un uomo deve necessariamente essere rispettosa
della libertà degli uomini che lo circondano per essere davvero piena. Quindi
non è possibile calpestare la libertà di un altro individuo in nome della propria
libertà, poiché così facendo si andrebbe a intaccare la certezza della propria
libertà ed il suo valore.
«E, volendo la libertà,
scopriamo che essa dipende interamente dalla libertà degli altri e che la
libertà degli altri dipende dalla nostra».
(J.P. Sartre, L’esistenzialismo è un umanismo, p.74)
Da queste parole si capisce che non è possibile essere liberi privando
altri della libertà. Quindi è necessario rispettare gli altri individui e la
loro libertà per assicurare la propria. Da questo ragionamento, vediamo che
anche il rispetto diventa una componente fondamentale della dignità.
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DIGNITÀ <--> LIBERTÀ
DIGNITÀ <--> LIBERTÀ
Sartre individua la libertà come un elemento fondamentale
della dignità di un individuo, a tal punto che si legge:
«L’uomo
[…] non può più volere che una cosa: la libertà come fondamento di tutti i
valori». (J.P. Sartre, L’esistenzialismo
è un umanismo, p.74)
Infatti nella propria libertà l’uomo può autodeterminarsi nella
maniera che più ritiene opportuna e, quindi, la libertà si rivela essere un
punto fondamentale per l’idea di uomo come progetto definito dalle proprie
azioni. Infatti, se l’essere umano non fosse libero, non avrebbe senso definire
la dignità come frutto delle azioni.
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venerdì 31 maggio 2019
Mappa concettuale: dignità <--> valore <--> libertà
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DIGNITÀ <-->
VALORE <--> LIBERTÀ
I legami tra questi tre concetti “chiudono il cerchio” del discorso di
Sartre, fornendo una buona sintesi delle sue argomentazioni. Infatti la dignità
umana, dovuta alla sua possibilità di autodeterminarsi, è ciò che per il
filosofo eleva il valore dell’uomo rispetto alle altre creature viventi. Ma in
sostanza quale è la peculiarità esclusiva dell’umanità?
La sua libertà! La sua libertà di poter scegliere cosa essere, di
potersi creare quale un umano dignitoso, la sua libertà di poter agire come
meglio crede, costruendo una morale e dando valore alla propria esistenza
attraverso la propria vita.
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